mercoledì 21 dicembre 2016

New Review | DRUNKEN CROCODILES "Drunken Crocodiles"


Voto 6
01. We Hope
02. Drunken Crocodiles
03. Mate
04. Pillar
05. Tricky Quiet

Auto-prodotto
2016
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DRUNKEN CROCODILES - "Drunken Crocodiles"

La voce cavernosa di Elo potrebbe tranne in inganno e far considerare i Drunken Crocodiles di Parma un gruppo sludge tout court. Invece il sottostrato musicale si agita tra classicismi hard che stanno tra Motorhead, Nashville Pussy, Fireball Ministry, Clutch e il primissimo heavy metal dei Settanta.

I cinque pezzi del loro primo omonimo EP di venti minuti circa ci mostrano una band in salute e piena di cattiveria, ma con un cuore: "Mate" e "Tricky Quiet" staccano per un attimo la furia belluina e il pedalino del distorsore, scoprendo un songwriting limpido. Ma la natura essenziale del gruppo sta nelle fangose "Drunken Crocodile", "Pillar" e "We Hope", dove riff over riff demoliscono la resistenza dell'ascoltatore abituato a monoliti come Bongzilla, Weedeater e Iron Bong, i numi tutelari dei nostri ragazzi. Un buon primo episodio che dimostra attaccamento e devozione alla bandiera.



Eugenio Di Giacomantonio

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