lunedì 16 maggio 2016

New Review - ATOM MADE EARTH "Morning Glory"


Voto
01. Noil
02. Thin
03. October Pale
04. Reed
05. Baby Blue Honey
06. StaC
07. Lamps Like an African Sun

Red Sound Records
2016
Website

ATOM MADE EARTH - "Morning Glory"

Mettere su un progetto di band strumentale pone delle prerogative specifiche: avere qualcosa da dire. Smarcare di lato il triunvirato strofa/ritornello/ponte e dover tessere la trama musicale dal basso è un lavoro difficile, che non a tutti riesce. Mettete poi che alla maggior parte del pubblico il fatto di non potersi attaccare al cantato risulta straniante (ma fortunatamente questa tendenza sembra rimpicciolirsi) e avrete la stima di quanto coraggio hanno i gruppi che decidono di intraprendere questa strada. Gli Atom Made Earth da Ancona dimostrano di averne a palate, così come di azzardo e fantasia, nell'ultimo "Morning Glory", pubblicato da Red Sound Records.

L'uno/due formato da "Thin" e "October Pale" rappresenta il binomio stoner/space/ambient di band come 35007 e Monkey 3 che si accoccola con le dolcezze dell'orizzonte "Australasia". Da "Reed" in poi le cose sembrano volgere lo sguardo altrove. Sembra un'immersione, con un tuffo a martello, su tutto quello che i giovanotti hanno ascoltato. Intrusioni jazz rock schizzano indisturbate su atmosfere roots rock ("Baby Blue Honey", con vaghi accenti funk soul) come bambini dispettosi o deframmentano con ostilità un impianto progressive Seventies (la stessa "Reed"). Nella penultima "StaC" synth e chitarre, nel finale, riportano fortunatamente il risultato a casa, lacerando la visuale e la cognizione del tempo dell'ascoltatore, lasciandolo tramortito e contemplativo, come bong appena spento.

Daniele, Nicolò, Thomas e Lorenzo hanno trovato qualcosa di speciale nel loro modo di esprimersi insieme. Non facile. Non organico. Non omogeneo. Questa è la loro bellezza. Se poi si è interessato a loro James Plotkin per il master, volete altra garanzia per rassicurarvi sulla bontà dell'operazione?



Eugenio Di Giacomantonio

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