martedì 16 febbraio 2016

New Review | DESERT RIDER "Echoes of the Big Sand"


Voto
01. Beginning
02. Spice Traveler
03. Seeds
04. The Prophet
05. Riding the Sandworm
06. Equilibrium
07. The Golden Path

The Unlimited Records
2015
Website

DESERT RIDER - "Echoes of the Big Sand"

Si sono ispirati al ciclo di "Dune" (Frank Herbert) i perugini Desert Rider per realizzare le musiche e le lyrics del loro esordio discografico, "Echoes of the Big Sand". Quella polvere, quell'ambientazione inospitale di Arrakis, quelle idee fantastiche e fantascientifiche riemergono nella trama sonora creata dal quartetto e ci fanno viaggiare immersi nello spazio profondo. I sette pezzi prendono in prestito il modello nord-europeo di band come Dozer, Spiritual Beggars, Lowrider, Sunrider, i primi Grand Magus e lo mischiano sapientemente alla lezione data da Clutch, Fireball Ministry e Dixie Witch dall’altra sponda dell'oceano. In altre parole: High Energy Riff Factory. Se andate cercando il colpo di classe, la giocata inaspettata, l'estro del genio, girate alla larga. Qui c'è un rock vitaminico carico di testosterone e volume.

Sin dall'iniziale "Beginning" si spara la manopola del gain al massimo e via giù di scapocciamento. Seguono le toste "Spice Traveler", "Seeds", "The Prophet" e "Riding the Sand Worm", spostando ogni volta la mira, ma centrando sempre il bersaglio. Con "Equilibrium" si hanno dei rallentamenti di tempo e viene allungato il minutaggio, creando nell'ascoltatore una frizione piacevole con quello che ha ascoltato finora. Chiude "The Golden Path" nella maniera più congeniale: riff schiacciasassi e voce incantatoria. Bene così. Avanti tutta.



Eugenio Di Giacomantonio

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