lunedì 20 gennaio 2014

New Review | MOTHER PROPAGANDA "Perpetual"


Voto
01. Pilgrimage of the World
02. Tantra of Universe
03. Voice of Brahma
04. Baali Demon
05. Unknown Frontier

Self produced
2013
Website

MOTHER PROPAGANDA - "Perpetual"

Carlo e Tommaso sono come fratelli. Abbiamo diviso l'esperienza Mahatma (jam band psycho doom alla maniera degli Electric Wizard sotto sedativi) oltre che tempo e vizi. Ci siamo trovati a Bologna, per l'università. Io da Teramo, loro da Verona. Con lo stesso background di ascolti e sensibilità. Avevamo in mente di tramortire quel cielo bolognese perennemente bianco con liquide visioni quadricromatiche influenzate dall'acido. Il progetto dei Mother Propanga, al tempo dei nostri primi incontri, esisteva già, abbozzato in qualche decina di concerti e in equilibrio precario tra cover mascherate e pezzi originali. Un duo: chitarra baritona + batteria. Tommaso + Carlo. Dai primi ascolti emergeva qualcosa di unico: l'atteggiamento di Tommaso. Una ricerca. Tommaso prende la musica come uno strumento per decodificare l'uomo. Sia la natura emersa, sia la natura sommersa. Carlo è in questo equilibrio una controparte fondamentale. Istinto, forza e coraggio. Quindi passione nella maniera più primordiale possibile. Decidemmo di dedicarci ai Mahatma insieme e, per il momento, il progetto Mother Propaganda andava a riposo. In tre eravamo come cuspide infilata nel culo dell'universo. Ci trovavamo a suonare in festival punk core dove un nostro pezzo durava come tutto il set di due band messe insieme. Come dire: facciamo ciò che ci piace in tutti i contesti, anche quelli più borderline. Due album, anni passati insieme, scoperte, nutrimenti e piccole soddisfazioni. Poi la vita emerge con il suo carico di richieste (lavoro, famiglia, mangiare, dormire) e le distanze, soprattutto fisiche, mai spirituali, aumentano.
La fenice dei Mahatma ha riportato in superficie i Mother Propaganda che, ripercorrendo la strada a ritroso sui propri passi, pubblicano un cinque pezzi da paura a nome "Perpetual". Devo essere sincero: per la prima volta, la mia "deontologia professionale" di recensore, va a farsi fottere. Per me, ora, è impossibile ascoltare questo lavoro senza un alto tasso di coinvolgimento emotivo. Riconoscere la natura di Tommaso in una serie di fraseggi assassini, sempre ricercati, è quanto più vicino alla vera gioia. Come risentire quella scimmia depilata di Carlo fare "primitivismo" dietro le pelli! Comunque sia, eccoci qua.
"Pilgrimage of the Worlds" è puro Wino style. Quindi Black Sabbath meets Hellhounds doom band. Con un appeal verso l'occult rock più sornione, privo di tutte quelle cazzate sataniche. "Tantra of Universe" mette in risalto la passione di Tommaso per la musica prodotta dalle campane tibetane. Siamo dalle parti di una vera e propria preghiera. Bellissima e trascendentale. Sette minuti di saliscendi con un finale che tramortisce gli Ufomammut con lo stesso linguaggio. "Voice of Brahma" flippa da parecchio tempo nelle teste dei nostri e presenta un'altra particolarità: la voglia di sperimentarsi al canto di Carlo alla maniera OM. Echi di futuri primitivi. Echi di mondi lontani. Uno spirito di genuinità e di semplicità affiora tra le partiture di "Baali Demon", come se Brant Bjork avesse deciso di interpretare la sua musica alla maniera europea, impastata non più con deserti e dune ma con boschi e faggi. E sempre in ambito post Kyuss spinto, rimaniamo nel finale con "Unknown Frontier": fratelli miei fate una cosa, spedite sto pezzo a John Garcia che sta aspettando un riff così da quando il circo levò le tende! Mi permetto di darvi un consiglio: andate a cercare "Perpetual" in giro per gli squat, i centri occupati o chiedetelo direttamente agli autori. Passerete un mezz'oretta in loro compagnia e vi accorgerete che sono bravi e belli. Io, da par mio, posso solo che rallegrarmi. "Bentornati Carlo e Tommaso! Mi siete mancati!".



Eugenio Di Giacomantonio

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