sabato 14 settembre 2013

New Review | DUSTIN WONG "Mediation of Ecstatic Energy"


Voto
01. The Big She
02. Emerald Atmosphere
03. Imaginelectric
04. Aura Peeled Off
05. Out of the Crown Head
06. Liberal Christian Youth Ministry
07. Cityscape Floated
08. Speeding Feathers Staring
09. (A) Shows (B) His Analysis and (C) Looked Over
10. Physical Consciousness Went in
11. Japan
12. Helix Sky
13. Vision Waterfall
14. Tall Call Cold Sun

Thrill Jockey Records
2013
Website

DUSTIN WONG - "Mediation of Ecstatic Energy"

La delicatezza che avvolge "Mediation of Ecstatic Energy" di Dustin Wong è cosa rara. Pattern soavi, ripetuti, circolari si aprono verso l'energia estatica, cercata e trovata nella sinteticità di strumenti elettrici. Pezzo finale del trittico iniziato nel 2010 con "Infinite Love" e proseguito con "Dreams Say, View, Create, Shadow Leads" dello scorso anno, l'album si presenta compatto ed omogeneo nella costante ricerca di differenti soluzioni ritmiche. Il supporto è dato da "dieci dita, due piedi, e dalla sua fantasia senza fine" come recita il press kit della Thrill Jockey e non risulta difficile immaginare Dustin costruire passo dopo passo, sovrapposizione dopo sovrapposizione, il suo mondo sonoro, antico e moderno, espressione della formazione d'infanzia a Tokyo e della maturità in giro per il mondo.
Formalmente i suoni vagano tra strutture progressive ("Out of the Crown Head" ha il pregio di farci sentire il suono PFM hic et nunc), lirismi à la Sigur Ros ("Tall Call Cold Sun") e meditazioni trascendentali di memoria kraut. Si ha la sensazione piacevole di ascoltare l'esperimento di un singolo personaggio che mette alla prova la sua tecnica per spingere avanti il suo personalissimo registro di scrittura melodica. E sotto questo punto di vita l'album è formidabile: scatti tra ritmi imprevedibili, poliritmie, anomalie e sincopi a braccetto con semplicità da videogame e ammiccamenti pop. Dal sol levante abbiamo sempre avuto prodotti che rimasticavano la cultura occidentale in maniera originale e bizzarra, con qualche piccola caduta verso la caricatura, ma qui assistiamo alla lenta creazione di uno stile riconoscibile e per certi versi unico. Coraggio e ammirazione per chi, col rischio del fallimento, tenta strade poco battute.



Eugenio Di Giacomantonio

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