venerdì 19 luglio 2013

New Review | ADRIANO VITERBINI "Goldfoil"


Voto
01. Immaculate Conception
02. Kensington Blues
03. God Don't Ever Change
04. Blue Man
05. New Revolution of the Innocents
06. No Name Blues
07. Style-0 Blues-1
08. Lago Vestapol
09. Montecavo
10. Stella South Medley
11. If I Were a Carpenter
12. Vigilante Man

Bomba Dischi
2013
Website

ADRIANO VITERBINI - "Goldfoil"

Adriano Viterbini è un ragazzo in gamba. Uno che ha preso una chitarra acustica ed ha iniziato ad indagare l'antico sogno del blues con le contraddizioni e le passioni che questo viaggio comporta. E si è fermato nel crocevia dove si incontrano spiritualismo, ricerca interiore, indagine sull'aldilà ed ovviamente amore incondizionato per la musica che in "Goldfoil" si presenta totalmente strumentale. C'è l'amore per figure importanti come Jack Rose omaggiato in "Kensington Blues" e vengono sparsi un po' ovunque gli odori pungenti di Blind Willie Johnson, Alvin Youngblood Hart, Woody Guthrie e Ry Cooder. Poco lontano, con un ghigno saldato tra le labbra, il dannatissimo Robert Johnson sorride nell'osservare come la ragione sia stata sempre dalla sua parte. Anche quando certi patti col diavolo sembravano più che sconvenienti. Espressivamente si godono ritmi saltellanti, sghembi, traditional nel modo più paesano possibile. Slide incantati ed incantevoli che riportano alla mente le visioni di un intossicato Keith Richards del periodo "Love You Live" (per chi avesse in mano il vinile, ascoltare il lato C per conferma). Arpeggi delicatissimi a descrivere in che modo il blues possa essere la l'espressione più conforme al canto della natura.
Ma non tutto è esclusivamente chitarra. In "New Revolution of the Innocents" interviene Alessandro Cortini della corte di Trent Reznor che con il suo synth modulare BUCHLA apre una porta "cinematografica" all'interno del concept senza risultare fuori contesto. E così si passa davanti ad una qualità del mood che vira di volta in volta verso colori inaspettati. Senza paura di ricordare un primissimo e genuino Ben Harper o un introspettivo e cervellotico Ben Chasny. D'altra parte il blues è la musica di tutti per eccellenza. Sopratutto degli africani, tirati in causa nella bellissima "Blue Man" che riporta il sogno proprio al grado zero, quando le percussioni erano l'origine del linguaggio. Musicale e non.



Eugenio Di Giacomantonio

Nessun commento:

Posta un commento